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Parte il piano di occupazione di Gaza ma i miliziani aprono alla tregua di 60 giorni
Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha approvato il piano per occupare Gaza City, ma Hamas si è detta disponibile ad accettare una tregua, tra i malumori di alcuni esponenti del governo di Tel Aviv. L'evacuazione della popolazione, preludio della conquista militare, «durerà poco meno di due mesi». Il timore però è che gli ostaggi finiscano per essere uccisi e il malcontento all'interno dello Stato ebraico è alle stelle. Decine di migliaia di israeliani sabato hanno organizzato una delle più grandi proteste dall'inizio della guerra. Hanno chiesto un accordo per porre fine ai combattimenti e liberare i restanti 50 sequestrati. L'offensiva pianificata ha spinto i mediatori egiziani e qatarioti a intensificare gli sforzi in quello che in molti hanno definito l'ultimo tentativo disperato. Benjamin Netanyahu ha descritto la città di Gaza come l'ultimo bastione di Hamas, che bisogna distruggere. Tuttavia l'esercito ha avvertito che espandere l'offensiva potrebbe mettere in pericolo i rapiti ancora in vita e trascinare le truppe in una guerriglia prolungata. I sondaggi indicano, che quasi l'80% degli israeliani, è a favore della fine della guerra.






