VENEZIA - Terzo caso in Veneto di Chikungunya, il virus della zanzara tigre. E ancora una volta il contagio è avvenuto nel veronese. Dopo le due donne della scorsa settimana, ora il paziente ricoverato è un sessantanovenne. Abita a Verona, in borgo Venezia. Si è presentato in pronto soccorso con forti dolori articolari, febbre e irritazione della pelle. Subito è stato eseguito un prelievo del sangue, successivamente inviato ai laboratori di Microbiologia dell’Università di Padova. Le analisi hanno confermato, si tratta ancora una volta di Chikungunya e a livello epidemiologico è collegato agli altri due casi. «Stiamo continuando a monitorare la situazione attraverso lo screening dei donatori di sangue», assicura Luisa Barzon, dirigente della Microbiologia di Padova. «Questa è una malattia che ha un decorso benigno, il rischio di morte è bassissimo. Però se si diffonde può creare molta pressione sul servizio sanitario». I sintomi, infatti, sono tali da rendere necessaria la corsa in ospedale.
«Si presenta con febbre improvvisa e dolori articolari importanti e debilitanti», continua Barzon. «Possono durare anche per tre anni, perché si infettano le cellule nelle articolazioni. Nei soggetti deboli tipo bambini o anziani può coinvolgere anche il sistema nervoso centrale».








