TREVISO - A Treviso, come a Riese Pio X, guardano con una certa apprensione il passare dei giorni. In rosso sul calendario è fissato il 19 agosto (martedì), ultima data utile entro cui in cui il ministero dei Trasporti dovrebbe pubblicare il decreto attuativo che consente di comunicare i dati degli autovelox presenti nel territorio e partecipare così al censimento voluto dal decreto legge pubblicato il 25 luglio. Si tratta del primo censimento su scala nazionale degli autovelox utile per certificare quelli veramente utili. Senza decreto però la comunicazione dei dati non è valida, gli autovelox non possono essere censiti e dal 18 ottobre, come previsto sempre dal ministero, quelli non censiti dovranno essere spenti. Un corto circuito normativo messo in evidenza dal Codacons alla vigilia di ferragosto e che qualche preoccupazione dentro i comuni la sta creando. Nella Marca sono due le postazioni fisse autorizzate: una in tangenziale a Treviso e una Riese lungo via Kennedy, il lungo rettilineo troppo spesso teatro di incidenti mortali. Se non verranno censiti correttamente, gli occhi elettronici dovranno essere oscurati.

«Noi i dati del nostro autovelox li abbiamo comunicati alla Prefettura dopo la riunione fatta questa primavera in cui in provincia di Treviso venivano autorizzate solo due postazione fisse, la nostra e quella in tangenziale a Treviso - spiegano da Riese Pio X - ma adesso restiamo in attesa di quello che accadrà il 19 agosto». A Treviso il sindaco Mario Conte, che non ha mai voluto spegnere l'autovelox in tangenziale nonostante i ricorsi al giudice di pace ritenendolo un mezzo efficace per indurre gli automobilisti a non pestare troppo sull'acceleratore, precisa: «Gli autovelox bisogna registrarli in un portale del Ministero per poterli utilizzare. Nella registrazione puoi mettere sia le macchinette autorizzate che quelle omologate. Questo dovrebbe salvare tutti». Intoppi burocratici permettendo, però. Perché senza decreto attuativo la trasmissione dei dati non si può fare e il rischio spegnimento si fa sempre più concreto. Conte però ostenta sicurezza e invita a pazientare. Ma il tempo stringe: il 19 agosto è dietro l'angolo. E il Codacons, nel suo grido d'allarme, è stato molto chiaro: la registrazione va fatta, ma senza il modulo telematico è impresa impossibile. «Gli enti locali, pur volendo, non possano ad oggi adempiere a tale obbligo - spiegano dall'associazione - manca infatti il decreto attuativo del Mit che fornisce loro il modulo digitale indispensabile per comunicare i dati richiesti, modulo da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Infrastrutture. Questo significa che il Ministero ha tempo fino al prossimo 19 agosto per varare il decreto attuativo, essendo la legge entrata in vigore lo scorso 20 luglio. A partire dalla pubblicazione del modulo digitale, gli enti locali avranno poi 60 giorni di tempo per comunicare al Mit i dati sugli autovelox, e chi non lo farà non potrà più utilizzare gli apparecchi di rilevamento della velocità. Una situazione assurda e paradossale perché, in assenza del decreto attuativo del Mit, a partire dal prossimo 18 ottobre tutti gli autovelox installati in Italia, indipendentemente dall'omologazione, dovranno essere disattivati, per volere dello stesso Ministero». Da Roma sul tema del modulo mancante non sono arrivate indicazioni, segno che molti sindaci interpretano positivamente e attendono quindi buone notizie nelle prossime ore. Mentre dal Mit continuano a sottolineare che il censimento è «una straordinaria operazione verità, anche alla luce della totale mancanza di mappature precise degli autovelox».