Un colpevole c’è, ed è pure reo confesso. Michele Fusaro, oscuro falegname di Bassano del Grappa, sta scontando nel carcere di Padova 30 anni di reclusione (fine pena 2037) come unico responsabile del sequestro e del brutale assassinio di Iole Tassitani, figlia di un affermato notaio di Castelfranco Veneto, rapita e fatta letteralmente a pezzi nel dicembre del 2007, quando aveva 40 anni. Di lui si sa che, da recluso, lavora per l’amministrazione penitenziaria, ha studiato giurisprudenza e, nel marzo di due anni fa, ha ottenuto un primo permesso di 10 ore per uscire di cella, avendo già scontato un terzo della pena.
Omicidio Iole Tassitani, i sospetti sui complici: «Il killer Michele Fusaro non agì da solo». Il giallo delle lettere anonime
L’assassino della 40enne è in carcere ma per la famiglia della vittima non avrebbe raccontato tutta la verità: nel 2007 Iole Tassitani fu rapita e fatta a pezzi. Durante il sequestro venne chiesto un riscatto da 800mila euro







