Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

18 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 18:56

Un terremoto giudiziario minaccia di travolgere l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e la gestione dell’emergenza Covid. Miguel Martina, ex responsabile dell’Ufficio Intelligence regionale, ha depositato alla Procura di Roma un esposto in cui accusa un alto dirigente – e chiunque abbia concorso con lui – di epidemia dolosa, frode processuale e depistaggio. Secondo l’ex funzionario, durante i mesi più drammatici della pandemia milioni di dispositivi di protezione individuale furono importati e messi in circolazione benché “insalubri e pericolosi”, a causa delle condotte “scellerate, attive e omissive” dei vertici ADM. Una strategia dettata, denuncia, da interessi privatistici che anteposero profitto e favori illeciti alla salute pubblica.

Martina ha deciso di muoversi ora, anche alla luce della recente sentenza della Cassazione che ha riconosciuto il reato di epidemia colposa per omissione. Nel suo caso, sostiene, non si trattò di colpa ma di dolo. Se l’accusa fosse confermata, le conseguenze sarebbero devastanti: il reato di epidemia dolosa, in presenza di vittime, prevede fino all’ergastolo. L’ex dirigente afferma di aver consegnato prove documentali e registrazioni, con medici, infermieri ed ex colleghi pronti a testimoniare.