Prosegue il braccio di ferro tra il commissario della Città della Salute di Torino Thomas Schael e il sindacato medico Cimo. In una nota, i rappresentanti dei camici bianchi denunciano il comportamento del manager che in una riunione che si è tenuta oggi, lunedì 18 agosto, ha dichiarato che «l’overbooking non è mai esistito», parole che il Cimo ha chiesto venissero «messe a verbale» poiché «in palese contrasto con la decisione della Giudice». Il riferimento è al pronunciamento del Tribunale del Lavoro che ha condannato la Città della Salute per «condotta antisindacale».
Il ricorso del Cimo
Era stato proprio il Cimo a ricorrere contro due novità introdotte da Schael: l’intenzione di accettare più prenotazioni rispetto ai posti disponibili per le prestazioni, in modo da smaltire più velocemente le liste d’attesa e colmando i vuoti lasciati dai pazienti che non si presentano in ospedale (overbooking) e lo stop alla cosiddetta intramoenia allargata, ovvero la possibilità del personale della sanità pubblica di eseguire anche prestazioni in cliniche private.
SCONTRO SULLA SANITÀ
Ultimatum del sindacato a Schael: inadempienze da sanare entro settembre. Commissario nell’angolo








