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Domenica il presidente autoritario della Serbia Aleksandar Vučić ha detto che il governo prenderà provvedimenti straordinari contro i manifestanti che da giorni protestano in maniera violenta per chiedere le sue dimissioni. «Vedrete tutta la determinazione dello stato serbo», ha detto. Da cinque notti i manifestanti antigovernativi si stanno scontrando con gruppi di sostenitori di Vučić e con la polizia: finora sono state arrestate 18 persone, ma il ministro dell’Interno Ivica Dačić ha detto che «il numero crescerà di sicuro».
Tra le altre cose, i manifestanti antigovernativi hanno assaltato le sedi del Partito Progressista Serbo (SNS), il partito di Vučić, a Belgrado, Novi Sad e Valjevo. Nonostante il nome, il SNS è un partito conservatore. C’erano stati attacchi contro le sedi del SNS anche nei giorni precedenti: le sedi erano sempre vuote e ci sono stati soltanto alcuni danni materiali.
A Belgrado sono stati assaltati anche gli uffici del Partito Radicale Serbo, una formazione di estrema destra e ultranazionalista guidata da Vojislav Seselj, condannato per crimini contro l’umanità durante le guerre balcaniche. Vučić fu membro e leader del Partito Radicale Serbo fino al 2008; tuttora il partito fa parte della sua coalizione di governo.













