VENEZIA - In questi giorni ha fatto notizia come legale di Massimiliano Santini, l’ex collaboratore e ora accusatore del dem Matteo Ricci, candidato governatore delle Marche. Come prima mossa nell’ambito dell’inchiesta Affidopoli, il difensore Gioacchino Genchi ha puntato subito sul cellulare del suo cliente, chiedendo alla Procura di Pesaro di poter recuperare e utilizzare le chat su WhatsApp.

Non a caso era soprannominato sui malgrado “Interceptor” l’attuale penalista, ma un tempo poliziotto, cresciuto come investigatore accanto al giudice Giovanni Falcone. Una propensione al digitale che l’avvocato sta mostrando anche nelle indagini difensive su una vicenda ambientata in Veneto, in cui assiste un trevigiano che ha denunciato alla Procura distrettuale di Venezia di aver subìto una frode informatica da 51.645 euro.

Nella sua corposa querela, Genchi ha ricostruito dettagliatamente 16 movimentazioni fraudolente, avvenute a maggio nell’arco di appena tre giorni attraverso l’home banking. Secondo l’atto, si sarebbe trattato di un caso di “phishing” come tanti, appesantito però «da gravi vulnerabilità nei sistemi di sicurezza informatica della piattaforma», motivo per cui è stata inviata una segnalazione anche alla Banca d’Italia. Il correntista ha spiegato di aver ricevuto sul proprio cellulare, la cui utenza telefonica è associata all’operatività online del conto corrente, «un sms che in modo assai veritiero lo avvisava circa la realizzazione di un’operazione di pagamento», pari a 1.638 euro, invitandolo a chiamare un asserito numero anti-truffa nel caso in cui avesse voluto disconoscere l’esborso. L’uomo, «in assoluta buona fede», ha telefonato a quel servizio, «salvo riattaccare immediatamente dopo aver ascoltato» una voce preregistrata. «Ciò nonostante, verosimilmente questi pochissimi istanti sono stati sufficienti per hackerare il proprio smartphone, o quantomeno consentire ai malviventi di poter sottrarre i codici al correntista attraverso tecniche fraudolente e quindi di accedere unilateralmente presso il suo c/c, anche per via delle scarsissime misure di sicurezza», ha precisato il legale.