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17 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:44

Disordini si sono verificati nella notte nel carcere romano di Regina Coeli, dove a Ferragosto un detenuto egiziano di 19 anni, entrato nella VII sezione solo il giorno prima, ha tentato di suicidarsi. Le proteste sono rientrate solo all’alba. “La rivolta nel carcere romano di Regina Coeli arriva dopo il tentato suicidio di un detenuto appena entrato nello stesso istituto, il giorno di Ferragosto, e dopo i due riusciti a Benevento e a Civitavecchia. Sono 55 le persone recluse in Italia ad essersi tolte la vita, quest’anno. Altre 30, invece, sono le morti da accertare e che meriterebbero una attenzione ancora più severa – dice all’Adnkronos Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato S.Pp. – I numeri sono alle stelle – prosegue – E la situazione è la più pesante degli ultimi 20 anni. Servono interventi ora, non procrastinabili, per evitare che il sistema carcerario collassi. La Polizia Penitenziaria non è mai stata tanto abbandonata, i rinforzi al personale non possono attendere ulteriormente”.

Secondo quanto riferito alcuni detenuti della sesta sezione (142 in totale) hanno ritardato il rientro in cella e poi altri della terza sezione (che ne contiene 217) hanno lanciato contro gli operatori di Polizia penitenziaria in servizio le bombolette da campeggio che detengono e appiccato incendi. La situazione è in qualche modo rientrata e “non senza immani difficoltà verso le 5, grazie all’intervento del comandante del reparto facente funzioni e di altri agenti richiamati dal riposo per dare manforte ai pochi presenti”. Anche questa volta gli operatori, con competenza, professionalità e sacrificio e a loro esclusivo rischio e pericolo ci hanno messo una toppa, ma temiamo che in assenza di interventi risolutivi, non sempre potrà andare così” dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria.