PADOVA - Il rapporto sull'incidente che mercoledì 13 agosto ha ucciso l'alpinista padovana Alexandra Gheorghe, 36 anni di Ponte di Brenta, e il suo compagno di cordata, il 34enne di Pisa, Marco Stagi, e compilato dal Comando Stazione del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia, guidato dal luogotenente Massimiliano Giovannini, è stato depositato ieri mattina 16 agosto sul tavolo del sostituto procuratore di Aosta.

In quelle pagine c'è la ricostruzione di quanto avvenuto sulla cresta del Castore montagna del massiccio del Monte Rosa attorno alle 8 di mattina del 13 agosto quando i due alpinisti sono scivolati per circa 100 metri, morendo. E a causare l'incidente fatale, ricostruisce il Sagf della Gdf aostana, non è stato il maltempo, arrivato sul Castore nel pomeriggio del 13 agosto, quando era già successo tutto, ma un errore nel percorso: di fatto avrebbero sbagliato la rotta. La visibilità? Scarsa per delle nuvole che avvolgevano la cresta della montagna ma non fino al punto da mettere in difficoltà due alpinisti così esperti.

È stato il segnale Gps di Alexandra a ricostruire in dettaglio quanto accaduto in cresta. I due alpinisti erano partiti la mattina di mercoledì dopo aver passato la notte precedente nel rifugio Quintino Sella. Camminavano in direzione est-ovest verso cima Castore, in un tratto non facile. Poi sarebbero scesi per risalire il Polluce (cima gemella) e da lì ridiscendere e rientrare a Gressoney-La-Trinité.