Nessun cessate il fuoco, tappeto rosso e onori a Vladimir Putin. Sottosegretario Giovambattista Fazzolari, da dove nasce l’ottimismo del governo dopo il vertice in Alaska?
«Non parlerei di ottimismo. La situazione è molto complicata, ma adesso almeno c’è uno spiraglio».
Che spiraglio?
«Una strada da percorrere per giungere alla pace, partendo dalla necessità di garantire solide garanzie di sicurezza all’Ucraina. È la prima richiesta di Kiev, che giustamente non si fida della parola dei russi, visto che non hanno mai rispettato gli accordi sottoscritti, a partire dall’inviolabilità dei confini ucraini sancita nel 1992 in cambio della consegna a Mosca dell’arsenale nucleare ucraino. Per questo noi siamo orgogliosi».
Di cosa?












