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17 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:26
“Prima la marcia per il Paese e la sicurezza. Poi, quella per la delinquenza e la corruzione“, scrive su Instagram il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, mettendo a confronto l’immagine panoramica del corteo da securitario convocato martedì 12 agosto a Quito – con lui stesso in prima fila, vestito di nero – e uno scatto della manifestazione delle opposizioni a sinistra, a suo avviso decimata e senza abbastanza sostegno popolare. “Le immagini parlano da sole”, aggiunge Noboa.
Il corteo filogovernativo, a cui secondo stime ufficiali hanno partecipato 10mila persone, è partito dal ponte del Guambra ed è arrivato dinanzi alla Corte costituzionale, accusata di “ostacolare la lotta contro la criminalità e lasciare il Paese alla deriva nel mezzo di un conflitto interno armato”. La Corte è sotto attacco dopo aver sospeso provvisoriamente 17 articoli delle Leggi di Solidarietà nazionale, Integrità pubblica e Intelligence approvate dalla maggioranza che sostiene l’esecutivo all’Assemblea nazionale in attesa di analizzare la costituzionalità delle suddette norme. Tra i punti più controversi: l’uso deliberato e non progressivo della forza da parte degli agenti sul campo, la classificazione dei “delinquenti come combattenti”, l'”indulto anticipato ad agenti” sotto processo per “fatti inerenti al conflitto armato in corso”.






