Manca un quarto d’ora alle 21. Una calda sera d’estate. «Pippo Baudo? Non sta benissimo lo so, ma l’ho sentito venti giorni fa, la situazione era stabile. Speriamo non sia vera la notizia di un suo serio peggioramento. Provo a sentire. Ora però vado a vedere in tv come è andato l’incontro Trump-Putin». Mezz’ora dopo, fatica a parlare: «Sono sopraffatto dal grande dolore. Eravamo rimasti noi».
Così Renzo Arbore commenta la scomparsa dell’amico e collega Pippo Baudo. È spaesato, confuso. Ha appena avuto la brutta notizia. È commosso non riesce a parlare.











