BELLUNO - L’anima della festa, amante della vita e del divertimento. Così gli amici ricordano Vincenzo Simone, scomparso all’improvviso a 46 anni. Simone lascia un figlio, ormai maggiorenne, la mamma Marika, il fratello Giancarlo, la sorella Valentina.

Domenica scorsa Simone era a cena da amici. Una serata tranquilla, tra buon cibo e chiacchiere. Il 46enne si è allontanato un momento e non ha più fatto ritorno a tavola. Lo hanno trovato steso a terra, colto da un malore. I presenti hanno subito chiamato i soccorsi e i medici del Suem hanno provato a rianimarlo prima di correre in ospedale. Tutti i tentativi di salvarlo sono stati vani. «La famiglia è distrutta – racconta uno degli amici d’infanzia di Vincenzo Simone – Non era malato, aveva qualche acciacco come la pressione alta ma sono piccolezze che possiamo avere tutti. Non era affaticato, nulla poteva far pensare a una cosa del genere». Simone di professione era bartender e in città era molto conosciuto. Aveva lavorato, tra gli altri, alla Baita e al Ponte e aveva trascorso qualche anno a Bologna.

«Ci eravamo sentiti solo il giorno prima – continua l’amico – Gli ho mandato la foto del cane che ho da poco adottato, gli ho detto che sarei andato a Belluno a farglielo conoscere». Simone era noto per essere un trascinatore: «Riempiva la stanza con la sua presenza, quando parlava lo ascoltavano tutti. Aveva carisma, fascino, era ironico e divertente. E amava tantissimo suo figlio». Ieri è stato celebrato il funerale nella chiesa parrocchiale di Mussoi, alle 16. Una funzione dove era presente la famiglia al completo, i parenti arrivati da Napoli, gli amici. Simone, cresciuto a Belluno ma di famiglia originario di Aversa, sarà seppellito nella cittadina campana con gli altri suoi cari.