PORDENONE - Sono scossi e increduli i familiari e gli amici di Alessandro Finos, colpiti dalla notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno. Il giovane barista classe 1999, che avrebbe compiuto 26 anni il 23 novembre prossimo, abitava nella frazione sanvitese di Prodolone. Ieri aveva lavorato fino a mezzogiorno al bar Anteprima di San Vito, situato in piazza del Popolo.
Dopo il lavoro tra il bancone e i tavolini aveva deciso di concedersi un pomeriggio di svago e si era diretto a Lignano, con la sua moto, e un amico, senza purtroppo fare rientro a casa. Lo aspettavano il papà Luigi e la mamma Graziella De Monte. Alessandro lascia anche il fratello maggiore, Alberto, che ora abita in Lombardia, oltre a tanti giovani amici del territorio.
Ma ci sono anche gli amici di famiglia e i vicini, come Silvano Bagnarol, quasi un fratello per Luigi, che ieri sera si è precipato immediatamente a casa Finos. «Alessandro - dichiara Silvano in lacrime - era come un figlio per me. Quello che è successo è terribile, non ci sono parole. Voleva solo staccare un momento dal lavoro e fare un breve giro, con la sua semplicità». Non si danno pace, è come un'ingiustizia
Nell'abitazione di Prodolone sono arrivati anche i titolari del bar Anteprima per stringersi alla famiglia. E poi il sindaco Alberto Bernava a sua volta di ritorno di Lignano ha portato le condoglianze della comunità. «Una tragedia - dice il primo cittadino che fatica a trovare le parole dopo aver portato l'abbraccio della comunità alla famiglia - una disgrazia».







