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Ultimo aggiornamento: 14:25
La barba può essere il covo di germi nemici della nostra salute? L’interrogativo è rimbalzato di recente da un articolo del Washington Post che ha segnalato che alcuni wc contengono mediamente meno germi rispetto alla barba. Al di là della genericità dell’affermazione, già il buon senso ci fa capire che molto dipende dalla cura che mettiamo nella nostra igiene e negli oggetti di uso quotidiano. Ma non dobbiamo pensare che tutto sia così scontato.
Basti pensare che questa idea della barba veicolo di malattie era nata nel 1967, quando il microbiologo Manuel S. Barbeito e il suo gruppo di ricerca pubblicarono su Applied Microbiology uno studio in cui esposero tipi di barbe, su volontari e manichini, a microrganismi patogeni dispersi nell’aria. L’obiettivo era valutare se questi microrganismi potessero aderire alla barba, resistere al lavaggio con acqua e sapone e successivamente essere trasmessi a un ospite “sensibile”. Risultato? Anche dopo la detersione, era presenta una carica microbica con possibile rischio di trasmissione. Di fatto altri studi hanno fornito risultati contraddittori, non facendo emergere differenze significative nella colonizzazione batterica complessiva tra chi portava la barba e chi era rasato. Addirittura, in alcuni casi determinati patogeni sono risultati più frequenti tra i rasati, probabilmente a causa dei microtraumi provocati dalla rasatura che possono favorire la colonizzazione di questi microrganismi.






