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Dopo l’incontro in Alaska, la Russia rivendica la fine dell’ostracismo nei suoi confronti. Medvedev ribadisce che la guerra non si ferma, mentre Putin apre a cooperazioni su energia, tecnologia e spazio
L'accoglienza è stata quella riservata ai grandi, ma soprattutto a un primus inter pares. Il primo messaggio che giunge a Mosca da Anchorage è stato proprio questo. Nessuna freddezza, nessun tono amaro, al netto della posa muscolare da parte dell'ospite Donald Trump, fermo sul tappeto rosso a attendere Vladimir Putin, lo "smart guy".
Dal Cremlino arrivano toni trionfali dopo il summit in Alaska. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha scelto Telegram per esultare: “I media occidentali sono in uno stato di frenesia, al limite della follia. Per tre anni hanno parlato di una Russia isolata, e ora hanno visto il tappeto rosso steso per il presidente russo negli Stati Uniti”. Un messaggio che riflette l’umore di Mosca dopo un incontro presentato come storico, celebrato nonostante il conflitto in Ucraina sia ancora in corso.








