Enrica Kupe, nota sui social come «Bibi» e fondatrice del canale Mamma Informata, è stata arrestata in Australia con l’accusa di omicidio colposo. Secondo quanto riportato da fonti locali, la donna – il cui vero nome sarebbe Oyebola Coxon – avrebbe sottovalutato gravi complicazioni durante un parto in casa, rifiutando il trasferimento in ospedale. Il neonato è deceduto poco dopo un cesareo d’urgenza.

Parto in casa, ma l’ospedalizzazione arriva troppo tardi

Il dramma è avvenuto il 2 ottobre 2024 a Wallsend, sobborgo nella zona ovest di Newcastle. La gestante, assistita da Coxon, ha vissuto due giorni di travaglio con segnali evidenti di complicazioni. Secondo le ricostruzioni, l’ostetrica avrebbe ignorato le richieste della donna di andare in ospedale. Solo dopo due giorni, ormai esausta, la partoriente è riuscita a raggiungere il John Hunter Hospital, dove è stata operata d’urgenza. La madre è sopravvissuta, ma il bambino non ce l’ha fatta. L’arresto di Coxon è avvenuto il 14 agosto 2025, a quasi un anno dai fatti. Il caso tornerà in tribunale il 15 ottobre 2025, davanti alla corte di Newcastle.

La denuncia: “Pratiche pericolose e antiscientifiche”

A dare notizia dell’arresto è stata la scrittrice e giornalista Francesca Bubba, che da tempo denuncia le pratiche pericolose di “Bibi” tramite inchieste su The Post Internazionale. Bubba aveva più volte definito il suo operato «antiscientifico» e «potenzialmente dannoso», attirando anche reazioni pubbliche da parte della stessa ostetrica, che l’aveva derisa sui social.