Da una parte lo sviluppo tecnologico, che va avanti, dall’altra la necessità di governarlo con programmi e più formazione per adulti e ragazzi con un’attenzione particolare all’impatto dei social. Luci e ombre sulla digitalizzazione in Italia che l’Eurispes, istituto di studi politici, economici e social indica nel “Il rapporto delle persone con il digitale. Luci e ombre di un fenomeno sociale”. Si tratta di un lavoro che parte dall’analisi effettuata su dati raccolti da più fonti e indica come centrali i temi relativi al divario digitale e all’abuso dei social.

L’obiettivo al 2030

«La trasformazione digitale in Italia e in Europa cambia giorno dopo giorno il nostro modo di vivere, pensare e relazionarci - premette il rapporto -. Per affrontare questa sfida, l’Ue ha messo a punto, attraverso il Programma per il Decennio Digitale 2030, una strategia che punta a creare una società digitale giusta, inclusiva, sostenibile e resiliente». Ricordando che «gli obiettivi principali del programma si concentrano su quattro aree fondamentali: il capitale umano digitale, infrastrutture sicure e sostenibili, la digitalizzazione delle imprese e la modernizzazione dei servizi pubblici» e che «l’Italia ha fatto propri questi obiettivi attraverso strumenti come il Pnrr, che prevede investimenti in connettività, 5G, digitalizzazione della Pa, semplificazione dei servizi e potenziamento delle competenze digitali», lo studio rimarca che, nonostante in ambito educativo si siano «avviate riforme per inserire l’educazione digitale nei percorsi scolastici», «questa azione collettiva risulta ancora molto sbilanciata verso l’aspetto tecnologico, lasciando in secondo piano la protezione dell’individuo».