| 4 Giugno 2026 18:04 |
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(Adnkronos) – La trasformazione digitale non è solo una questione tecnologica, ma una sfida sistemica che riguarda prima di tutto le competenze. È da qui che bisogna partire per comprendere il ritardo accumulato dall’Italia e come colmarlo. “Il nostro Paese sconta un ritardo notevole in termini di competenze Ict, aggravato sia da squilibri territoriali sia dalla velocità con cui la tecnologia si sta evolvendo”. Ad affermarlo è Alessandra Santacroce, Direttrice relazioni istituzionali di Ibm Italia, in un’intervista ad Adnkronos. Tecnologie come intelligenza artificiale, cloud e quantum computing stanno accelerando il cambiamento, rendendo sempre più urgente una risposta strutturata per cogliere le opportunità della trasformazione digitale.
In questo scenario, sottolinea, il punto non è inseguire l’innovazione ma anticiparla. “Anticipare le competenze significa pianificare in modo strategico lo sviluppo delle professionalità necessarie per accompagnare la trasformazione digitale”, osserva. Si tratta di lavorare su più livelli: “Dall’upskilling al reskilling fino alla business technology”, cioè la capacità di integrare competenze tecnologiche e comprensione dei contesti organizzativi. La trasformazione digitale richiede infatti nuovi profili, ibridi, capaci di coniugare tecnica e visione. Un passaggio che coinvolge direttamente anche le politiche pubbliche.







