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Nella notte fra venerdì e sabato il presidente statunitense Donald Trump e quello russo Vladimir Putin si sono incontrati nella base militare statunitense di Elmendorf-Richardson, in Alaska, per un atteso incontro per discutere della possibile fine della guerra in Ucraina, iniziata nel 2022 con una invasione totale del paese da parte dell’esercito russo. Dall’incontro fra Trump e Putin non è emerso granché: nella conferenza stampa finale i due si sono scambiati molti complimenti, ma Trump ha fatto capire che non è stato trovato alcun accordo (sebbene abbia definito l’incontro «estremamente produttivo»).
L’incontro in tutto è durato circa tre ore. Al momento non è chiaro cosa si siano detti di preciso: durante la conferenza stampa i due ne hanno parlato in termini estremamente generici. A un certo punto Putin ha citato brevemente un «accordo», ma senza fornire alcun dettaglio. Trump, che ha parlato subito dopo, ha precisato che al momento non esiste nessun accordo, «anche se abbiamo fatto dei passi in avanti».
È possibile che nelle prossime ore capiremo meglio di cosa abbiano discusso Trump e Putin e se abbiano davvero trovato qualche compromesso. Al momento però sembra che Trump non abbia ottenuto nulla di concreto: nemmeno un cessate il fuoco temporaneo, cioè quello che molti analisti ritenevano l’obiettivo minimo per definire un successo l’incontro con Putin. Il quale invece aveva quasi solo da guadagnare, da questo incontro: da giorni l’esercito russo sta avanzando piuttosto rapidamente sulla linea del fronte, tanto che secondo alcuni l’obiettivo di Putin sarebbe solo quello di prendere tempo e illudere Trump di essere disponibile a un accordo, per conquistare ulteriori pezzi di territorio ucraino.














