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Ultimo aggiornamento: 13:05
Le violenze sessuali legate ai conflitti in tutto il mondo sono aumentate del 25% lo scorso anno, con il numero più alto di casi registrati in Repubblica Centrafricana, Congo, Haiti, Somalia e Sudan del Sud – paese nel quale Israele sta pensando di deportare la popolazione palestinese di Gaza. Sono i dati pubblicati nel secondo il rapporto annuale delle Nazioni Unite. Oltre 4.600 persone sono sopravvissute a violenze sessuali nel 2024. Per il segretario generale, Antonio Guterres, i numeri non riflettono l’effettiva portata globale e la diffusione di questi crimini.
La maggior parte degli abusi è stata commessa da gruppi armati, ma alcune violenze sono attribuibili anche a forze governative. Il rapporto stila una “lista nera”, composta da 63 entità governative e non governative di una dozzina di Paesi, sospettate di essere coinvolte in stupri e altre forme di violenza sessuale nei teatri di guerra. Inoltre, per la prima volta, il report include gli avvertimenti per due Stati: Israele e la Russia. Il documento esplicita che l’Onu possiede “informazioni credibili” che potrebbero portare al loro inserimento nella lista nera del prossimo anno se non adotteranno misure per prevenire gli abusi. Le forze militari e di sicurezza israeliane sono accusate di violenze sessuali contro i palestinesi, soprattutto in prigioni e centri di detenzione, e le forze russe e i gruppi armati affiliati devono rispondere di abusi contro prigionieri di guerra ucraini.








