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Undici anni la ragazzina, settantuno la donna. Corrono sessant'anni tra una e l'altra. E, in una società perfetta, avrebbero potuto incrociarsi al parco

Bisogna immaginarla

Milano, in queste giornate di vuoto infernale. Bisogna immaginarla con l'afa e il sole a picco, un disco di fuoco che a guardarlo dritto in faccia, anche se velato, fa bruciare gli occhi. Bisogna immaginarla con le clèr dei negozi tirate giù-giù e i cartelli scritti a mano "riapriremo il primo settembre". Bisogna immaginarla con i suoi silenzi, con le sue solitudini e soprattutto con i suoi quartieri svuotati. La Madonnina, in giornate come queste, sembra ancora più lontana di quanto non lo sia veramente. Non la scorgi dai palazzoni del Gratosoglio. Puoi solo affidarle una preghiera. E più di una, ieri pomeriggio, si è levata al cielo dalla chiesa di San Barnaba. L'ultimo saluto a Cecilia. Il parroco le ha dedicato Via del Campo di Fabrizio De André. Ma, prima ancora che lui officiasse i funerali, una bambina correva in autostrada. Direzione Ventimiglia. Al volante la nonna. Quattro giorni prima sedeva sull'altra auto, quella rubata, quella che ha falciato, quella che ha ammazzato la povera Cecilia lungo via Saponaro.