Via libera all’espulsione dello straniero, anche se sposato con una cittadina italiana, se pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. La Cassazione ha così respinto il ricorso dell’imam Bouchta El Allam, 46 anni, di origini marocchine, condannato nel 2022 dal Tribunale di Torino a sei mesi di reclusione per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Crimini per i quali non scatta la tutela prevista dall’articolo 8 della Corte europea dei diritti dell'uomo,a protezione della vita privata e familiare.
Reati di allarme sociale
La Suprema corte avalla la decisione della Corte d’Appello che, a differenza del Tribunale, aveva considerato legittimo il provvedimento di espulsione. Per la Corte territoriale «nel bilanciamento tra esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e protezione del diritto alla vita privata e familiare, sussistono nel caso in esame profili di carattere pubblico di portata attuale e imperiosa tali da giustificare la limitazione del diritto al soggiorno del sig. El Allam ed il sacrificio del relativo diritto alla sua vita privata e familiare».
I giudici di secondo grado avevano valorizzato il comportamento del ricorrente durante la sua permanenza in Italia. «Comportamenti che assumono rilevanza nella cronaca di questi tempi e che destano allarme tra i cittadini - si legge nella sentenza - turbando il quieto vivere dei consociati e dando origine a quel diffuso fenomeno di insicurezza e timore lamentato a più voci dai mezzi di comunicazione di massa» .






