Ricapitoliamo. Furto d’auto, omicidio stradale, una signora al cimitero, i minorenni rom responsabili del fatto (non imputabili e non punibili) che - se nel frattempo non avranno deciso di provare di nuovo a dileguarsi insieme alle loro famiglie- al massimo se la caveranno con un giretto in comunità e qualche Pater-Ave-Gloria. E gli altri membri del campo nomadi? Omertà sistematica e perfino reazioni violente contro i giornalisti: l’altra sera una troupe del Tg4 e altri colleghi di varie testate sono stati allegramente presi a pietrate.

Quanto al dibattito mediatico, con l’eccezione di tre o quattro giornali, sui quotidiani italiani di ieri, almeno in prima pagina, al lettore occorreva una potente lente d’ingrandimento per comprendere che l’origine di questa brutta storia stava in un campo nomadi. Giudicate voi se tanta prudenza - per non dire reticenza- sia stata motivata dal meritorio scrupolo di non alimentare una caccia indiscriminata ai rom che sarebbe ovviamente inaccettabile, o invece dal solito riflesso di provare a “tenere basse” le storie reali che rischiano di fare a pezzetti la narrazione accogliente e inclusiva cara ai nostri progressisti.

CECILIA DE ASTIS, FUGGITI I BAMBINI ROM: TRE RINTRACCIATI, VANNO IN COMUNITÀ