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12 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:47

Il centrodestra mette sotto accusa il Modello Milano, mentre Giuseppe Sala invita la maggioranza di governo a “non speculare” su vicende di cronaca. Questa volta non si parla delle inchieste sulla gestiona dell’urbanistica, ma della morte di Cecilia De Astis. La donna di 71 anni è stata investita e uccisa da un’auto rubata e guidata da quattro ragazzini, di età compresa tra gli 11 e gli i 13 anni. I quattro minorenni sono stati fermati dalla Polizia Locale questa mattina in un campo abusivo in via Selvanesco, periferia della città. Una notizia che ha scatenato il centrodestra. “Il Modello Milano del sindaco Sala mostra i suoi limiti proprio in queste drammatiche dinamiche: criminalità infantile, insediamenti abusivi e totale assenza di controllo” ha detto il segretario milanese di FdI Simone Orlandi, chiedendo a nome del partito “lo sgombero immediato e definitivo di tutti gli accampamenti abusivi in città”.

“È tempo di smettere di girarsi dall’altra parte. Non possiamo più tollerare che esistano aree franche dove le regole e il rispetto per la vita umana non abbiano valore. Le istituzioni, a tutti i livelli, devono intervenire con forza per ripristinare la legalità e la sicurezza, non solo per i cittadini milanesi, ma anche per prevenire che simili tragedie possano ripetersi”, sostiene Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia. Alla richiesta di sgombero si associa la Lega. “Questa volta siamo arrivati a un punto di non ritorno sul problematico tema rom in città. I ragazzini vivono nel campo abusivo di Selvanesco, sgomberato anni fa dal Comune e poi rioccupato: Pd e compagni hanno la loro parte di responsabilità in quello che è successo, quantomeno per omessa vigilanza. Ora basta”, attacca la vicesegretaria del Carroccio Silvia Sardone. Per il capogruppo della Lega a Palazzo Marino Alessandro Verri, invece, la morte di De Astist dimostra il “totale fallimento delle politiche di integrazione portate avanti dal Comune. Questa vicenda, che coinvolge giovanissimi legati a quell’ambiente – è convinto -, conferma che continuare a spendere oltre 3 milioni di euro ogni anno per queste politiche di integrazione non solo è inutile, ma rappresenta uno schiaffo ai milanesi onesti che pagano le tasse”.