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14 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:30

La tragedia al largo di Lampedusa – con i 27 morti accertati tra i naufraghi – riaccende comprensibilmente il dibattito politico. Ieri hanno parlato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Entrambi, oltre al cordoglio, hanno ribadito la necessità della battaglia contro i trafficanti di uomini. La premier ha parlato di “forte sentimento di sgomento e compassione”. “Ci troviamo a misurare – aggiunge – l’inumano cinismo con cui i trafficanti di esseri umani organizzano questi loschi viaggi. Insieme al profondo cordoglio per le vittime, alla pietà per quanti hanno perso la vita, rinnoviamo pertanto l’impegno a contrastare questi trafficanti senza scrupoli nell’unico modo possibile: prevenire le partenze irregolari, gestire i flussi migratori”. Un messaggio che è stato anche postato sui social. Tra le repliche sotto al suo profilo su X c’è quella di Sea Watch, una delle ong impegnate nel Mediterraneo per il soccorso in mare delle barche che spesso restano alla deriva. “I trafficanti come Almasri – chiede l’organizzazione – , che dovevate inseguire lungo il globo terracqueo e invece avete liberato e portato in Libia con volo di Stato?” Per Sea Watch “il governo italiano è complice di queste stragi. Il soccorso in mare e i canali d’ingresso sicuri sono l’unica soluzione per salvare vite”.