Un esercito di creature strampalate ha conquistato i nostri bambini. Un fenomeno pop nostrano dall’impatto globale

di Giuliano Aluffi

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Un’aggraziata ballerina con un’enorme tazza di cappuccino come testa, un pacato elefante-cactus che avanza nel deserto trascinandosi su due sandali giganti, uno squalo che sfoggia fiero, sulla battigia, tre spettacolari sneaker blu. Se li vedete siete su TikTok, Instagram o YouTube e state assistendo a un fenomeno pop nostrano dall’impatto globale: gli Italian Brainrot (letteralmente marciume cerebrale). È un trend animato da una costellazione di personaggi strampalati, per lo più ibridi tra animali e cibo, oppure oggetti come Frigo Camelo, un buffo cammello che ha un frigorifero per corpo. Qualche nome che avrete sentito pronunciare da bambini che sghignazzano con lo smartphone in mano: Ballerina Cappuccina, Lirilì Larilà (l’elefante-cactus), Tralalero Tralalà (lo squalo). Questo folle bestiario è realizzato con l’Ai, e quindi chiunque può sbizzarrirsi a inventare nuovi personaggi usando ChatGpt. Perché si rispetti il canone degli Italian Brainrot, però, serve un testo senza capo né coda rimato come una filastrocca e narrato — in pseudo-italiano — da una voce sintetica (quella classica è Adam, il narratore text-to-speech della piattaforma ElevenLabs), un sottofondo musicale intrigante e un effetto speciale (realizzato perlopiù con CapCut).