All'udienza generale di Papa Leone di questa mattina hanno partecipato circa 14mila fedeli.
Tra questi c'erano anche 35 fedeli della Comunità di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele.
"Torniamo a casa per essere segni visibili di speranza", ha detto a Vatican News il vicario patriarcale Piotr Zelazko, spiegando che il gruppo è "a Roma in pellegrinaggio giubilare in rappresentanza delle sette comunità che fanno parte del Vicariato, e di questa bellissima chiesa di Gerusalemme; e la nostra speranza quotidiana - confida il sacerdote polacco - è di creare ponti fra il mondo ebraico e quello cattolico, pregando per la liberazione degli ostaggi, così come per la fine delle sofferenze a Gaza e per tutte le vittime del conflitto in Terra Santa".
Per lui la prospettiva è quella del perdono: "Cerchiamo di essere sempre con chiunque vive nel dolore perché le lacrime delle madri non hanno bandiera e noi come cristiani dobbiamo offrire una luce per tutti".
"In questi giorni lontano dalla devastazione degli ultimi due anni e nel cuore della cristianità i nostri fedeli sentono la libertà di esprimere la propria fede e viverla insieme con tanti altri cattolici venuti da tutto il mondo", gli fa eco don Benedetto di Bitonto, responsabile della comunità dei cattolici di lingua ebraica a Gerusalemme.








