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Ultimo aggiornamento: 11:30
Il rabbino Eliezer Simcha Weisz, uno dei membri del Gran rabbinato di Israele – il supremo organo religioso ebraico – ha scritto a Papa Leone XIV contestando una sua frase pronunciata al Giubileo dei giovani: “Siamo più vicini che mai ai giovani che soffrono i mali più gravi, causati da altri esseri umani. Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra”, aveva detto il pontefice (video). A infastidire il rabbino Weisz è proprio l’equiparazione tra le vittime palestinesi e quelle ucraine, “senza tracciare una distinzione morale, e senza alcun riferimento agli ostaggi israeliani ancora detenuti da Hamas”: “Molti nel mondo ebraico hanno sentito una equivalenza dolorosa che ci ha profondamente ferito”, lamenta.
“Tutte le persone che soffrono meritano preghiere, ma non tutte le sofferenze sono causate dalle stesse mani, e neanche tutti i conflitti devono essere descritti negli stessi termini”, ha aggiunto Weisz. “In un momento in cui una volta di nuovo si diffonde l’antisemitismo, nelle strade delle capitali occidentali, nelle università, e tragicamente anche in alcune chiese, la chiarezza morale è più essenziale che mai. L’assenza di empatia per le vittime israeliane, in modo particolare per quelle ancora sequestrate, invia un messaggio doloroso e rischia di danneggiare il percorso di riconciliazione”, denuncia.






