La piadina, o piada, è un pane piatto azzimo, emblema della tradizione romagnola. “All’inizio del Novecento ha trovato la sua forma moderna, quella che oggi riconosciamo e amiamo”, racconta lo chef Massimiliano Mussoni, custode ed esecutore della ricetta originale alla storica osteria La Sangiovesa a Santarcangelo di Romagna.

Nata come alimento rustico e frugale, ha sfamato per secoli i contadini nella Romagna più povera, oggi è conosciuta anche al di fuori dei confini romagnoli e ispira immediatamente l’idea di un pasto veloce, pratico e appagante. Non solo street food, è capace anche di sostituire il pane durante i pasti: “Alla Sangiovesa, la piadina è sempre stata l’unico pane proposto – spiega Mussoni – la prepariamo con le farine della Valmarecchia e strutto dei maiali allevati allo stato brado nella nostra Tenuta Saiano”. È una ricetta tradizionale, fatta di pochi ingredienti e pochi passaggi, ma proprio per questo va interpretata con rigore e consapevolezza. Seguendo i consigli di chi ne ha fatto un’arte, si può ottenere una piadina sottile ma morbida, dorata al punto giusto, che nasce solo dall’equilibrio semplice e perfetto tra ingredienti, manualità e tempi di cottura.

Rebola e Sangiovese, il piacere moderno della Rimini da bere