Caro Corriere,
ci sono momenti e determinate situazioni che ci fanno sentire più orgogliosi di essere italiani. È accaduto in passato con vittorie importanti nel calcio, con prestigiosi risultati alle Olimpiadi eccetera. Da un paio d’anni è il tennis che ha aumentato a dismisura l’attrazione per questo sport. Merito senz’altro di uno strepitoso Sinner che ci ha ammaliato in tutti i sensi, ma non solo. Al fianco del leader vi è un gruppo di ragazzi che hanno scalato posti nella classifica mondiale e che stanno disputando tornei ai massimi livelli. Segnale che denota un grosso lavoro della Federazione che sta raccogliendo i frutti dopo anni di oblio assoluto. Complimenti, il Paese ne è felice.
Luciano Giuliani
Caro Giuliani,
Jannik Sinner è un dono della natura, tutto il resto invece è lavoro, attenzione, sensibilità tecnica, professionale e umana. Doti e qualità che ha avuto la Federtennis guidata da Angelo Binaghi, uomo difficile, quasi sempre in guerra, ma sicuramente dirigente capace. L’ultima sua battaglia è di questi giorni con la politica e alcuni emissari di governo che vogliono allungare le mani sul tennis e sulla gestione (meglio: sui profitti) delle Atp Finals di Torino. Scrive bene lei Giuliani, accanto e insieme a Sinner sono cresciuti atlete e atleti, autentici talenti, che portano in alto il tennis italiano. Ma tutto questo va gestito e l’ultima cosa di cui c’è bisogno è lo zampino della politica invadente.






