TORINO. Festa doveva essere e festa è stata, con quasi 30mila tifosi a sfidare i 37° di Torino per applaudire la Juventus nella partita più bianconera dell’anno. Allo Stadium ha vinto la prima squadra, che ha battuto 2-0 la Next Gen grazie ai gol di Douglas Luiz (15’) e Vlahovic (33’). Il primo gol juventino del centrocampista brasiliano è sembrato quasi una liberazione dopo una stagione orrenda: il suo futuro è in bilico, ma chissà che proprio da questa rete non nasca qualcosa di diverso per lui e per la Juve. Diverso è il discorso per Vlahovic: subissato dai fischi dei tifosi, soprattutto quando si è divorato il gol al 20’, la frattura ormai è completa e sembra passata un’era quando due anni fa, nella stessa amichevole in famiglia, tutto lo Stadium invocava il suo nome per tenerselo stretto e scacciare l’ipotesi dell’arrivo di Lukaku. La partita finisce al 7’ della ripresa, con l’invasione di campo tradizionale dopo che Tudor aveva cambiato tutto schierando i titolari.

Ora la palla passa al campo, ma la Juve lancia segnali anche a parole. «Per me è un’emozione incredibile essere il capitano della mia squadra del cuore – ha detto Manuel Locatelli prima della partita – è una responsabilità grande, ma sono fiero di averla. Cito una leggenda del nostro club, Gianluca Vialli. Era una persona e un capitano incredibile e diceva che “Con il lavoro di squadra si vince”. Abbiamo un solo obiettivo: noi e voi dobbiamo tornare a vincere con questa maglia». Più prudente Igor Tudor, ma ugualmente coinvolto in questo battesimo bianconero. «Benvenuti a casa nostra – ha detto il tecnico rivolgendosi ai tifosi -: venire qua con questo caldo in così tanti, è tanto amore. Posso promettere una cosa: questi ragazzi daranno tutto e sempre. Stateci vicini, insieme possiamo fare grandi cose».