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Quando venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello russo Vladimir Putin si incontreranno in una base militare ad Anchorage, in Alaska, con ogni probabilità la delegazione statunitense non avrà con sé nessun analista esperto di Russia o Ucraina: sono stati quasi tutti licenziati negli ultimi mesi, come ha raccontato il Financial Times.

Incontri importanti come quello con Putin sono di solito preparati e coordinati dal Consiglio per la sicurezza nazionale, un organo che ha il compito di aiutare il presidente statunitense sulle questioni legate alla politica estera e alla sicurezza e di coordinare il lavoro dei vari dipartimenti. Ma negli ultimi mesi il Consiglio, che sotto l’ex presidente Joe Biden contava più di 300 persone, è stato ridotto di oltre la metà.

Attualmente l’organo non ha nemmeno un capo, perché il Consigliere per la sicurezza nazionale inizialmente nominato da Trump, Mike Waltz, si è dimesso dopo che aveva erroneamente condiviso informazioni militari riservate in una chat con un giornalista dell’Atlantic. Il suo ruolo è ricoperto ad interim dal segretario di Stato (cioè dal ministro degli Esteri) Marco Rubio.

Il dipartimento di Stato sarebbe un altro luogo da cui l’amministrazione Trump potrebbe prendere esperti per farsi consigliare, ma anche lì, il mese scorso, sono state licenziate più di 1.300 persone, compresi molti analisti che si occupano di Russia e Ucraina. «Possiamo dire tranquillamente che non ci sia nessun consigliere esperto di Russia e Ucraina ad appoggiare Trump», ha detto al Financial Times Eric Rubin, un ex diplomatico durante la prima amministrazione Trump.