Anche a Cagliari, base di Luna Rossa, si attendeva il Protocollo dell’America’s Cup n. 38. E’ la base, da cui ricominciare per dare l’assalto alla Coppa, che mai come in questa prossima edizione parla italiano, essendo il campo di regata quello di Napoli.
Visto da Cagliari
Luna Rossa può contare sull’effetto “casa”, anche se la vela non è il calcio e il fattore campo conta fino ad un certo punto, sia per la conoscenza diretta – tutti i team passeranno ai raggi X il golfo di Napoli – sia per il tifo, che ci sarà per Luna Rossa, sarà caldissimo, ma poi in barca si sente fino ad un certo punto. Luna potrà anche contare su un fuoriclasse come Peter Burling, che ha vinto con Team New Zealand le ultime tre Coppe e che oggi è con il team italiano: le regole che sdoganano i due stranieri a bordo sono una manna per il caso Burling e un (bel) cruccio per Max Sirena, oggi Ceo di Luna Rossa, che dovrà decidere chi mettere al timone tra lui, Ruggero Tita, Marco Gradoni e perché no una donna?
"Una svolta”
Sirena si dice felice dell’accordo raggiunto e parla di svolta nell’accogliere il nuovo Protocollo. “Siamo felici che sia stato raggiunto un accordo tra il Defender Team New Zealand e il Challenger of Record Athena Racing. Questo ci permetterà di fare un programma sul Documento che governerà la prossima Coppa America”. E ancora: “Questo Protocollo rappresenta una svolta significativa per l’America’s Cup sotto diversi punti di vista. In particolare, la nascita di una partnership tra i challenger renderà la Coppa America più sostenibile e attrattiva per nuovi sfidanti e sponsor”.








