Ma chi è Giuda? Soltanto il traditore per eccellenza nella storia dell’umanità? L’uomo che ha venduto il figlio di Dio? La persona più abbietta sin dai primi anni della nostra esistenza, quando a catechismo si leggevano insieme i Vangeli e costui era visto come la personificazione del Male, il lato nascosto dell’uomo che diventa piccolo e malvagio e, per 30 denari, lascia che Gesù salga sul Golgota e venga crocifisso? Al di là di quello che la nostra cultura ci ha insegnato e tramandato, in pochi prima d’ora avevano affrontato questo personaggio, soprattutto al cinema dove la figura dell’Iscariota è stata sempre stata messa in un angolo, vessata e punita ma poco analizzata. E anche nella letteratura dove non è mai stata centrale in una seria rilettura dell’uomo che è stato. Una personalità che definire complessa è riduttivo, quella di Giuda, ma che Giulio Base ha deciso di raccontarla ne Il vangelo di Giuda, presentato al Festival di Locarno in corso di svolgimento in questi giorni. Giuda è visto come un debole, forse un infido ma anche come un ribelle che ha messo in atto una caotica rivoluzione intorno a se stesso, vendendo prima Gesù e, poi, togliendosi la vita. L’operazione cinematografica è ambiziosa e il cast del film notevole, comprendendo Giancarlo Giannini quale voce narrante del protagonista nella versione italiana, mentre in quella francese è Lambert Wilson.