Nacque uccidendo nel parto la madre prostituta e il fratello gemello, violentato poi lungamente dal padrone del bordello dove viveva la mamma, a un certo punto lo elimina insieme alla sua compagna tenutaria.

Così da vero demonio si presenta l'apostolo traditore di Gesù ne 'Il Vangelo di Giuda', scritto e diretto da Giulio Base, film sperimentale senza dialoghi, ma solo con la voce narrante di Giancarlo Giannini e dove il protagonista non si vede mai perché è in soggettiva, ovvero siamo noi a guardare con i suoi occhi.

Già al Festival di Locarno con un buon successo di critica e ora in sala dal 2 aprile, il film attinge liberamente dai Vangeli apocrifi e da altri testi sacri filtrati dal regista che vanta anche una laurea in teologia. "C'è un frammento di Giuda in ciascuno di noi. Nelle scelte sbagliate, nei silenzi vigliacchi, nei tradimenti grandi o piccoli che segnano il nostro passaggio nel mondo. Insomma non è solo un film su di lui, ma su questa figura che ci mette in discussione e ci riflette in uno specchio" dice Base.

"Mi è piaciuta tanto la sceneggiatura di Giulio Base e poi confesso che sono un cattolico credente e ho amato anche questo ruolo fantastico di cattivo che mi sono ritrovato ad interpretare, anche se alla fine sono un grande fan del Gesù storico" dice oggi a Roma Rupert Everett nel cast del film insieme a Paz Vega (Maria), Abel Ferrara (Erode), Tomasz Kot (Simone), Vincenzo Galluzzo (Gesù), Darko Peric (Pietro) e John Savage (Pietro).