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13 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:11
Prima ancora che arrivino i fondi messi in campo dal maxi piano di riarmo Readiness 2030, i gruppi europei della difesa hanno già iniziato a espandere le proprie fabbriche a un ritmo senza precedenti prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Esaminando le immagini satellitari di 150 strutture produttive appartenenti a 37 aziende, dalla Norvegia a Gran Bretagna, Italia e Spagna, il Financial Times ha scoperto che le aree interessate da lavori di costruzione di nuovi edifici e strade sono passate da 790.000 metri quadrati nel 2020-21 a 2,8 milioni di metri quadrati nel 2024-25. Si parla quindi di un ritmo “tre volte superiore rispetto ai tempi di pace”, favorito dai finanziamenti previsti dall’Act in Support of Ammunition Production (Asap) varato nel 2023 per aumentare la produzione di munizioni e missili all’interno della Ue.
I dati registrati dai satelliti Sentinel-1, che emettono impulsi radar e ne registrano l’eco, suggeriscono che circa un terzo dei siti esaminati è stato ampliato o lo sarà a breve: un “cambiamento generazionale nel riarmo”, lo definisce il Ft, che ha portato l’Europa dalla produzione just-in-time in tempo di pace alla costruzione di una “base industriale per una condizione di guerra più duratura“. Su un totale di 88 siti europei sovvenzionati dai 500 milioni di euro stanziati per il programma Asap, 34 presentano segni di attività edilizia: in 20 ampliamenti rilevanti, con nuove fabbriche e strade, in altri 14 interventi più modesti, come la realizzazione di parcheggi.







