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L'ultimo caso: Crystal Palace "retrocesso" dall'Europa alla Conference League. "Colpa" del Lione

Chi più ne ha, più ne vuole, e spesso con fini che vanno oltre al campo. Il mondo dello sport, e in particolare il calcio, sta vivendo l'era delle multiproprietà, ovvero la possibilità, accordata a un singolo o a un gruppo, di possedere una pluralità di partecipazioni azionarie o di diritti reali di proprietà in società calcistiche. Il Galactus di questo settore è il City Football Group (valore stimato di 6,8 miliardi di euro), holding multinazionale britannica attiva nell'intrattenimento sportivo. Fondata nel 2013 su iniziativa dell'Abu Dhabi United Group, con a capo lo sceicco Mansur bin Zayd Al Nahyan, attuale proprietario del Manchester City, il gruppo detiene oggi ben 12 squadre calcistiche sparse in tutto il mondo. Un modello di business che, nel calcio moderno, si sta diffondendo a macchia d'olio. A confermarlo è anche il rapporto UEFA: sono 225 i club coinvolti in strutture multi-societarie in 15 Paesi nel mondo. Di questi, 182 appartengono a campionati europei, con forte influenza statunitense. Nella Serie A la bandiera a stelle e strisce si sta issando sempre più e con la B, sono 12 le società sotto il controllo di investitori o fondi Usa.