La richiesta suonava perentoria: voglio la musica più audace e sensuale mai ascoltata. Di scrivere per un balletto Maurice Ravel non ne aveva nessuna voglia. I litigi tumultuosi con l’impresario teatrale Sergej Pavlovic Djagilev, che gli aveva mandato indietro La Valse, gli avevano fatto giurare a sé stesso: mai più.