Quella che per anni è stata una semplice abitudine personale - raccogliere rifiuti durante le passeggiate sulla spiaggia - si è trasformata per Enzo Suma, guida naturalistica di Ostuni, in una missione di sensibilizzazione ambientale. Sulle spiagge assolate del Salento, nel cuore della Puglia, dove il mare sta riportando a riva oggetti di plastica dimenticati, logorati dal tempo e sbiaditi dal sole. Gettati via decenni fa oggi ritornano, spiega l’attivista, con le loro storie che rappresentano un ammonimento. "Il mare ci sta sputando in faccia i nostri rifiuti", afferma Suma oggi fondatore di Archeoplastica, il museo online degli antichi rifiuti spiaggiati: oltre 500 reperti plastici restituiti dal mare. La sua storia è apparsa sul quotidiano inglese The Guardian.
Prodotto tra il 1966 e il 1969 dalla Montecatini Edison Spa di Milano (dal sito di Archeoplstica)
Un museo che nasce dalle onde
Laureato in Scienze Ambientali all'Università Cà Foscari di Venezia, Suma ha sempre amato fare lunghe passeggiate sulla riva del mare. A fargli cambiare il modo di osservare il mondo è stato il ritrovamento sulla spiaggia di un oggetto apparenza insignificante: un vecchio flacone di crema solare, una marca ormai dimenticata e che ora riaffiorava abbandonata tra la sabbia. A colpirlo particolarmente l’etichetta del prezzo ancora espresso in lire. Incuriosito, Suma scoprì che risaliva alla fine degli anni '60. "Una cosa è sapere che la plastica in mare dura decenni - ha raccontato - e un'altra è vederlo con i propri occhi".








