Ascoltare, ascoltare, ascoltare... Per 40 volte, nel libro Il medico che vorrei (essere – avere), il nefrologo Claudio Ronco, il medico che inventò il «Carpediem» (Cardio-Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine) cioè la macchina che permette oggi di salvare i neonati bisognosi di dialisi, ripete quel verbo: ascoltare. Perché non basta che il «dottore» sappia a menadito cosa dicono i libri. Non basta se malato e medico parlano lingue diverse. Uno il malatese, l’altro il medichese: «Se ogni medico imparasse a guardare al suo paziente dal punto di vista del malato guadagnerebbe in umanità, professionalità e dignità». Meglio: in bravura.