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12 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:16

Mentre a maggio il governo laburista di Keir Starmer ha lanciato un piano di misure restrittive per ridurre l’immigrazione legale, continuano i problemi del Regno Unito nella gestione degli sbarchi di migranti che attraversano la Manica. Sebbene il partito di centrosinistra sotto la leadership moderata di Starmer abbia “imitato” la retorica del partito populista di destra Reform Uk, in crescita nei sondaggi, nelle scorse settimane si sono registrate cifre record negli arrivi. Sono 50mila i migranti censiti nei tredici mesi trascorsi dal ritorno al potere dei laburisti a seguito alle elezioni del luglio 2024.

Da mesi il governo del Regno Unito insiste nelle promesse di un rinnovato impegno sulla linea dura post Brexit ai confini, ma questi numeri in contrasto con la narrativa dell’esecutivo sono stati forniti direttamente dal ministero dell’Interno (Home Office). In un intervista alla Bbc, la ministra dell’Istruzione ed ex ministra dell’Interno, la baronessa Jacqui Smith, ha definito le cifre attuali “inaccettabili”. L’amministrazione guidata da Starmer rivendica però una serie di accordi internazionali e di misure interne più rigorose per accelerare i rimpatri. Nonostante questi siano effettivamente in aumento, lo sono però in un numero incomparabilmente inferiore a quello dei nuovi sbarchi. Tra gli accordi raggiunti, si è aggiunto recentemente quello con la Francia di Emmanuel Macron per uno schema pilota di respingimenti parziali, in vigore dalla settimana scorsa. Grazie al cosiddetto accordo “one in, one out” (uno dentro uno fuori), il Regno Unito potrà respingere in Francia un certo numero di persone entrate nel Paese con mezzi illegali, in cambio dell’accoglienza nel Regno Unito di un numero uguale di richiedenti asilo con legami legittimi con la Gran Bretagna, per esempio familiari.