Cosa vuol dire per l’economia americana l’uscita di scena di Adriana Kugler dalla Federal Reserve Bank e di Erika McEntarfer dal Bureau of Labor Statistics? Benché nati in modo diverso, i due avvicendamenti aumentano il controllo diretto della Casa Bianca sulle due organizzazioni e, con esso, l’applicazione di politiche sulla cui efficacia vi è dissenso diffuso.
Il caso della Fed è piuttosto lineare. In attesa della sostituzione a pieno titolo, prevista per il 31 gennaio 2026, Trump ha assegnato il posto della Kugler al suo consigliere economico Stephen Miran, che avrà quindi gioco facile nell’aumentare la pressione sul presidente Powell affinché riduca i tassi d’interesse e, con essi, l’impatto negativo dei dazi su crescita e occupazione.
Nella peggiore delle ipotesi, Miran avrà un ruolo nella scelta del successore di Powell, il cui mandato scadrà in maggio. Ci si aspetta, tra l’altro, che Miran porti le discussioni dalla stanza del consiglio alle tv, influendo ulteriormente sul processo di selezione.
Il caso BLS è più complicato. La direttrice è stata licenziata su due piedi perché Trump l’accusa di aver manipolato i dati sull’occupazione per scopi politici, riducendo la crescita nell’ultimo trimestre e registrando nell’ultimo semestre di Biden un aumento di 800mila posti che Trump “intuisce” non esserci.








