Nel video si vede tutto. Lui, calzoncini corti, cappello militare, camicia hawaiana, che sale in sella a una e-bike e pedala via. Solo che quella non è né casa sua né la sua bicicletta. Caerano di San Marco, un piccolo Comune del Trevigiano, un furto che diventa una denuncia (sui social) e poi una querela (però da parte del ladro). È pieno pomeriggio: Cristian, la vittima, ossia il proprietario della Lancia Genio a pedalata assistita (valore sul mercato oltre 1.500 euro) è con sua moglie e i suoi figli. La villetta dove abita ha il cancello aperto e in cortile c’è la bici. È un caso (s)fortunato, lui non la parcheggia quasi mai all’aperto: però ora succede e quando il ladro la vede non ci pensa un attimo. Entra senza esitare, ci sale sopra e corre sulla strada. Impiega pochi secondi, ma le telecamere dell’abitazione riprendono ogni cosa.
Riprendono talmente bene che identificare quell’uomo, in un paesotto di circa 7mila anime, peraltro in provincia, non è un azzardo impossibile. Cristian va su internet e pubblica, sulle sue pagine, l’intero girato che ha a disposizione: si mette lì, con calma, spiega in un post cosa gli è successo e chiede a chi s’imbatte nel suo messaggio di aiutarlo: magari conosce la persona che gli appena sottratto la bici (ha un tatuaggio sul polso sinistro), magari sa dov’è la bici stessa. Lo sfogo di Cristian inizia a rimbalzare in rete, viene condiviso, commentato: e finisce, vuole il caso, pure sul computer del ladro. Nel frattempo a Caerano qualcuno fa due più due: si tratta di uno straniero che bazzica un bar della zona, viene spifferato a Cristian che decide di affrontarlo e prima entra nel locale, dopo riceve l’ammissione e le scuse dell’uomo ma alla fine si becca una querela per aver spiattellato la sua immagine sul web e aver lasciato il suo cognome in calce al post.










