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12 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:54
GPT-5 è più potente rispetto al modello precedente ma a giudizio di migliaia di utenti sarebbe troppo fredda, algida, razionale. I fan di GPT-4 sono insorti e, a furor di popolo, hanno imposto a OpenAI la retromarcia: a soli tre giorni dal lancio dell’aggiornamento che l’aveva rimpiazzato l’azienda ha annunciato che avrebbe rimesso in circolo la vecchia versione del chatbot. GPT-5 doveva essere l’ultimo step prima dell’intelligenza artificiale generale (AGI), punto d’arrivo della corsa allo sviluppo su cui i grandi del mondo stanno scommettendo miliardi di dollari. Mai dire mai: la storia insegna che Big Tech non va sottovalutata. Eppure il nuovo modello rilasciato da OpenAI non ha suscitato grande entusiasmo tra esperti e accademici. Nulla da eccepire sui progressi dell’algoritmo che, rispetto agli aggiornamenti precedenti, mostra evidenti segni di miglioramento e crescenti capacità di calcolo: lo certificano i test scientifici, i cosiddetti benchmark. Ogni sistema, in base alla funzione a cui è preposto, misura le capacità di un’IA nell’ambito di un determinato campo d’applicazione (programmazione, calcolo, scrittura). E GPT-5 ha incassato punteggi superiori alle sue versioni precedenti, dimostrando ancora una volta che in questa corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale – che coinvolge i conglomerati più ricchi del mondo – OpenAI è ancora in testa e detta l’andatura.











