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A fine luglio il più famoso tempio buddista cinese, quello di Shaolin, ha annunciato che il suo abate storico, Shi Yongxin, era indagato per appropriazione indebita e malversazione di fondi. Il tempio è visitato ogni anno da milioni di visitatori, che sono anche fruitori delle attività commerciali messe in piedi negli anni da Shi Yongxin, senza mai rendere pubblici i bilanci economici.
Ora Shi Yongxin è stato sospeso e il nuovo abate, Shi Yinle, ha preso decisioni drastiche per rendere la disciplina più rigida. Soprattutto ha detto che il tempio cambierà il modo in cui si finanzia: sospenderà le sue attività commerciali – chiuderà i negozi al suo interno e smetterà di consacrare oggetti dietro compenso, tra le altre cose –, si sosterrà tramite l’agricoltura e renderà pubblici i suoi bilanci.
Shi Yinle ha 59 anni e prima di diventare l’abate di Shaolin aveva guidato un altro importante monastero cinese, quello del Cavallo Bianco, nella provincia orientale dello Henan (a qualche decina di chilometri di distanza dal tempio di Shaolin). Dopo aver assunto il nuovo incarico, ha sostenuto che la disciplina all’interno del tempio non fosse abbastanza severa, lamentandosi del fatto che i monaci ordinassero cibo da asporto durante le sedute di meditazione, oppure che ascoltassero musica con gli auricolari durante i canti rituali buddisti.











