Roma, 28 lug. (askanews) – Il celebrato tempio Shaolin, cuore pulsante del buddismo cinese e centro di diffusione delle arti marziali, è nel pieno di uno scandalo finanziario che ne sta offuscando l’immagine. Secondo i media cinesi, al centro dello scandalo c’è Shi Yongxin, l’abate del tempio, che è stato ridotto allo stato laicale e rischia pesanti conseguenze legali.
Shi è stato inoltre accusato di aver arrecati “gravi danni” all’immagine del tempio, che è patrimonio dell’Umanità UNESCO ed è famoso in tutto il mondo.
Ieri le autorità cinesi hanno annunciato il lancio di un’indagine su Shi, accusato di appropriazione indebita di fondi e beni del tempio. L’Associazione buddhista cinese, organismo governativo per gli affari buddhisti, ha espresso pieno sostegno alle indagini e alle misure adottate, condannando il comportamento di Shi come “gravemente lesivo per la reputazione del buddhismo e l’immagine dei monaci”.
L’Associazione ha inoltre dichiarato di aver ufficialmente annullato il certificato di ordinazione dell’ex abate, privandolo dello status monastico, e ha ribadito che nessuno è al di sopra della legge o degli standard morali della propria fede.
Secondo quanto racconta il South China Morning Post, Shi aveva creato un vero e proprio impero economico. Secondo i dati pubblici su Qichacha, egli risultava associato a otto società, di cui cinque hanno già visto licenze e permessi cancellati o revocati.











