L'SDV oltre l'EV: le auto definite dal software rappresentano il futuro del comparto più di quelle elettriche, la cui espansione sarà forse più lenta di quanto previsto finora, ma appare inesorabile. Tanto che secondo la società di analisi e consulenza “Research and Markets” citata da Automotive News stima un giro d'affari stratosferico. L'anno prossimo il mercato degli SDV dovrebbe valere l'equivalente di 404 miliardi di euro, destinati a livetare a oltre 1.000 con il 2036. Un decennio strategico per il comparto automobilistico, di quello occidentale in particolare. Perché la Cina sembra decisamente più avanti, di sicuro rispetto all'Europa. Quando era guidato da Luca de Meo, il gruppo Renault aveva reso noto che la controllata Ampere “ha posto al centro della sua strategia il software che, nel 2030, dovrebbe rappresentare il 40% del costo delle auto”. Attualmente questa percentuale è quella sulla quale si ragione per le batterie delle auto elettriche: una spesa destinata a calare con l'aumento dell'efficienza degli accumulatori, anche se quelli allo stato solido, almeno inizialmente, non sono affatto annunciati più “economici”. I famosi aggiornamenti OTA – ossia quelli “over the air”, inviati tramite la rete senza la necessità di un passaggio fisico dal concessionario – sono stati una pietra miliare verso il futuro “informatico” (un termine ormai riduttivo).