Il vertice del 15 agosto in Alaska fra Donald Trump e Vladimir Putin alimenta speranze sul futuro degli equilibri strategici tra Mosca e Washington, soprattutto nel campo degli armamenti missilistici e nucleari. Negli ultimi anni, molti meccanismi di sicurezza ereditati dalla Guerra Fredda, sono via via venuti meno. Ieri il viceministro degli Esteri russo Sergej Ryabkov ha ricordato: «Il rischio di un conflitto nucleare rimane e la tensione strategica non sta diminuendo. Stiamo adottando contromisure e continueremo a farlo d’ora in poi».

Si riferiva a due nodi, il fallimento del trattato Inf, che vietava in Europa i missili a raggio medio e intermedio, e la precarietà del trattato New Start, che limita a 1.550 ciascuno il numero delle testate nucleari strategiche, quelle di maggior potenza, ma che scade fra sei mesi, nel febbraio 2026. In entrambi i casi è in gioco l’equilibrio fra le due potenze in fatto di deterrenza, poiché senza limiti scritti Mosca e Washington entrerebbero in una fase di riarmo senza limiti. Le parti cercano un equilibrio nel numero delle testate e nella gittata (e nella divisione ta armi nucleari strategiche e tattiche) per evitare un “sorpasso” nella quantità e qualità.